
Nella lezione di ieri, ho fatto ascoltare ad un gruppo di miei allievi uno dei brani dei Quadri di una Esposizione, di Modest Mussorgsky. Il pezzo era Bydlo. Ci sono dei codici in musica. Il compositore lo sa bene, quando deve creare qualcosa.
Bydlo racconta di un carro russo, carico di buoi, trainato da altri buoi. I buoi caricati sul carro sono destinati al macello. I loro fratelli ve li conducono.
Si sente questo tema ciclico, pesante, proposto dagli ottoni, che rimanda ad un ostinato, ottuso, cupo girare di ruote. Il carro ti passa davanti. Quando lo percepisci vicino a te, il tema degli archi, doloroso, ti fa comprendere quello che sta accadendo. Sono due temi separati, apparentemente.
Ma quando il carro è sotto i tuoi occhi comprendi che in realtà si integrano perfettamente, nel loro progetto di morte. L'ottusità e la violenza. Le ruote che girano e l'urlo.
E tu che capisci tutto questo, puoi stare solo a guardare e a "sentire".
I ragazzi sono stati in silenzio. Il compito per questa settimana era imparare a suonare Smile, di Chaplin.
Senza troppe pressioni da parte mia, arrivati alla ripresa del tema, hanno eseguito il tutto con un rubato che ti strappava l'anima.
Dedico queste righe ai miei colleghi di Conservatorio, che, nel corso di studi arricciavano il naso quando venivano a sapere che non ero mai stato a vedere l'Opera al Teatro Massimo, oppure quando io davo prova di ignorare perfettamente chi Richter, o ancora, su quante sinfonie avesse scritto Mozart.
Si chiamavano tutti Gianpietro, Isabella, una, addirittura Ermenigilda.
Una Ermenigilda nata e cresciuta a Catania, è semplicemente ridicola.
Ma, io che arrivavo lì a lezione cosciente delle privazioni dei miei per pagarmi gli studi, col mio accento impaurito, li guardavo pieno di ammirazione e chiedevo quasi scusa di esistere.
La musica è qualcosa di selvaggio. Pericolosissima, se le dai troppo spazio, esci fuori di testa.
Diventi un buon maestro, esecutore, compositore, ma il tuo senso della realtà è seriamente minacciato. Col tempo , poi, impari a gestire il tutto. Quindi, la musica non si piega a catalogazioni e convenzioni da manuale del "bravo musico".
Nella loro ricerca disperata di allievi, forse adesso se ne renderanno conto.
Adesso che papà, impiegato di banca, comincia a non passare loro la retta mensile.
E adesso che, magari, iniziano a rendersi conto di avere dei nomi ridicoli.
Mi danno solo fastidio, quando, incontrandomi mi dicono:"Ma come fai a prendere sempre trenta?"
Mario
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