ArtKore

venerdì 14 novembre 2008

Eheheh


Due notti prima dell'esame di Caltanissetta ho fatto un sogno. Tornavo dal capoluogho nisseno. Correvo, con la vecchia 128 che avevamo un tempo. Capivo che avrei potuto correre più veloce. Mi accorsi di avere la quinta marcia a disposizione e inizia a sfrecciare. Mi si parano davanti un gruppo di struzzi. Mi impaurii...gli struzzi possono essere pericolosi. Li schivavo, ma era bellissimo. Enormi, pulcini e adulti, non mi fecero alcun male, me la cavavo benissimo. Poi degli ermellini gicanteschi, che sfrecciavano drittti verso la mia auto. Anche loro. Era un viaggio attraverso gruppi di animali bellissimi che intralciavano la mia strada, amichevolmente.


L'esame, la prima prova, credo sia andato bene. Eravamo tantissimi, i quiz e le domande allucinanti. C'era il prefetto e i poliziotti che sorvegliavano non si copiasse. Avevo accanto alcuni che cercavano di copiare da me. Non avevo studiato niente, ma non ho permesso che nessuno copiasse. Mi infastidiva, l'idea.


Il giorno è stato pieno di nebbia e di pioggia. Ho dato un passaggio a una ragazza che ha sostenuto l'ammissione per l'abilitazione in oboe. Un'ora e mezza di strada, e non ha chiuso bocca per un solo secondo. Me la cavavo pensando ad altro, ma in troppi punti la conversazione esigeva delle risposte. le ho chiesto, con gentilezza, di fare silenzio, perchè ero sfinito. Non era per lei, ma avevo bisogno di silenzio, perchèp attorno a me ci sono sempre parole.


Arrivo a casa di sera, tardi. Trovo il gatto nero che dorme nello scatolo con la coperta, in cantina. Fuori nebbia rossa. Affondo con delicatezza una mano nella sua morbida pelliccia.

Penso che è una cosa molto bella, dormire mentre fuori c'è la nebbia fittissima. Lui è un batuffolo di seta nera.

Il gatto apre la bocca e affonda i suoi denti aguzzi nella mia mano. Restiamo immobili a fissarci. Non so proprio come fare perchè molli la presa. Se provo a scuotermi mi scambia per una preda e affonda di più. Affonda di più i denti lo stesso e mi lascia il segno. Sangue.


Questa proprio non l'ho capita. Torno su, non mi disinfetto per masochismo. Pezzettino di formaggio alle mani e lo trovo miagolante e affettuosissimo.

Fox fa un volo di tre metri. Con misurato affetto, non volevo fargli male, chiaro.

Soltanto ricordargli che l'aggressività e il dispiego di forza eccessiva, va ponderata per bene.

Cinque minuti prioma gli avevo solo fatto una carezza, al gattaccio nero....:(

Amen, anzi, bau.

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