
Quanta violenza, quanto male...
Troppo male.
Troppo meschino non vederlo.
Ma devo essere meschino...
Ho lasciato l'anno da solo, alle 2230. Dicembre mi aveva distrutto, tra concerti, riunioni, orge di gente e viaggi al limite del tempo. Alla fine dell'ultimo concerto nn riuscivo a tenere gli occhi aperti, alla luce. Non so perchè. Adesso mio fratello va a lavorare a Berlino, e questo cambia la mia vita. Io il custode dei miei anziani genitori, resto recluso qui al paesino. La città, dove mi ero cercato un lavoro servirà soltanto per lavorare. Non è giusto e ne soffro. Ma tocca a me custodirli. Minore di quattro fratelli, sono l'ultimo rimasto qui. La collezione è altisonante. Venezia, Treviso, Berlino. Ma resta il fatto che loro sono li, e io il guardiano, a stare a vegliare su loro e a spegnere la mia vita.
Non c'è niente da dire.
Ci sono delle cose molto brutte in giro ed è saggio che io stia zitto.
Ieri mi sono sdraiato per riposare un pò, avevo un'ora di stacco tra le mie varie tipologie di lavoro.
Ho iniziato a sognare.
Fox era ritornato, nel sogno. Poi il cielo divenne grigio, e un gatto nero che stava in agguato sul tetto di fronte si precipitò verso il nostro cortile, forse per rivendicare quel luogo che era diventato di nessuno. Arrivarono molti gatti, velocissimi. Di tanti colori. Fox divenne un cucciolo. Mi domandavo se in quella lotta per il predominio gli avrebbero potuto fare del male, tutto si svolgeva vorticosamente. Poi apparve sua madre, bellissima.
Lo prese per il collo, anzi per la testa. Era la sua manovra per spostarlo, per salvarlo, portarlo via da li?
IO mi domandai questo, in quella furia felina.
Lei poggiò il gattino per terra e mi guarò, quasi volesse rivelarmi la sua bellezza.
Poi riprese il gatto. Mi accorsi che non lo prendeva per la nuca, ma ne ingoiava la testa. Udii un rumore di ossa spezzate, di cranio frantumato.
Ieri un uomo ha sparato al figlioletto di dodici anni, davanti alla tomba della madre, nel padovano. L'uomo forse aveva problemi. Il figlioletto aveva ancora lo zaino della scuola addosso. Lo hanno trovato ferito, in testa. Forse non si salverà.
Forse quell'uomo, ridotto alla disperazione aveva deciso di suicidarsi, e prima, togliere dall'inferno il figlio. Ieri dei balordelli (magari riccastri) di Roma, hanno annegato un senza casa, così, per gioco.
Io, a 38 anni non ho ancora una casa, perchè il sistema scolastico italiano vuole così. Se vuoi insegnare devi spendere tutto quello che guadagni in corsi di formazione e nuove lauree. Ma non soffro per la mia situazione, forse si, chissà.
Senza casa, in fondo si ci può arrivare.
Sperò la malvagità venga punita, e se c'è un inferno, la punizione sia infinita.
Perchè dietro le privazioni di un uomo che non può sfamare i figli, c'è l'eccesso di un altro che ha tolto e continua a togliere per accumulare il superfluo ed assicurare sopravvivenza alla propria stirpe malvagia.
Maxq
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