
Periodicamente, mi imbatto in persone dall'individualità troppo accentuata.
Il fatto è che nella vita ci sono cani e gatti.
Flessuosi gatti neri, pigri gatti persiani...che rivendicano la loro autonomia e la loro libertà.
Non è un riferimento, questo. SOno troppo elegante per scrivere qualcosa a modo di metafora: è semplicemente un'osservazione.
Poi esistono i cani. FOrte senso dell'appertenenza, senso del branco, del gruppo.
Da piccolo ammiravo i gatti. Poi ho avuto un cane, e e ne sono innamorato.
Da piccolo ammiravo i gatti. Poi mi sono reso conto che una delle massime forme di intelligenza è quella interpersonale.
Adesso, quando vedo qualche gatto che alza bandiera per la sua indipendenza, sorrido.
Rinunciamo agi altri quando abbiamo ricevuto troppi calci nel sedere.
E se li abbiamo ricevuti, un motivo c'è.
Certo, anche tra i cani passano certe differenze sostanziali.
Cani di taglia piccola, perennemente spaventati, che aggrediscono tutto e tutti.
Vedi certi occhi sporgenti abnormi, attaccati a scatole craniche sottolineate dalla lucida peluria aderente.
Ma ci sono anche i pastori tedeschi, per fortuna.
Axel è stato il mio complice, il mio compagno di avventura a quattro zampe.
Una volta, passando per una strada, un piccolo cagnetto (piccolo di statura ma adulto), lo morse, facendolo sanguinare.
Axel era ancora un cucciolone, prese il morso senza difendersi (è risaputo che i pastori tedeschi raggiungono la maturità soltanto dopo due anni).
La proprietaria, un'orrenda signora analfabeta, anziche scusarsi guardava fiera il suo cane.
Aspettai due anni, e una notte ripassai per quella strada.
Il fiero cagno, vedendo Axel, pernsò di rincarare la dose. Ma Axel era ormai diverso.
Fu un accordo silenzioso, tra me e il pastorone tedesco. Eravamo andati lì per uno scopo ben preciso. Saranno state le due di notte.
Il cagnetto prepotente si scaglia contro Axel. Non slegai il mio lupo, cosciente della sua forza.
Dopo un pò, il cagnetto aveva una coscia dilaniata, e stava per essere azzannato alla gola.
Nelle strade del mio paesino, alle due di notte c'è silenzio, specie d'inverno.
Dopo un pò si apre la finestra e s'affaccia la fiera signora.
La guardo:"Scusi se abbiamo disturbato. Le conviene tenere legato il cane".
Axel mi ha lasciato improvvisamente all'età di otto anni. Gli avevo insegnato ad arrampicarsi per scomode strade, a non aver paura delle note più basse eseguite dal pianoforte, a non rincorrere i pezzi di legno che gli lanciavo sul ghiaccio quando nevicava, e tutte le cose che un lupo deve sapere. Fui suo padre, visto che quando lo presi era un cucciolo di quaranta giorni.
E in estate, cercavamo un posto all'ombra e stavamo fermi.
Se soffiava un pò di vento (conoscevo dei posti in cui un alito c'era sempre), lui abbassava le orecchie all'indietro. E quando me lo permetteva, poggiavo la mia mano sulla sua enorme zampa.
Un pastorone da 70 kg.
Quando mi ha lasciato, io ho urlato. Credevo i suoi movimenti fossero una ripresa. Mio padre mi disse che era una cosa molto diversa. E quando si fermò, io iniziai ad urlare. La notte lo portai nel nostro luogo speciale, quello dove soffia il vento. E' un luogo in cima alla montagna, esposto al vento che proviene dal nord, dalle montagne fredde dei Nebrodi.
Non ho mai smesso di pensarlo. E ho capito che in fondo io stesso sono un pastore tedesco.
Mi piace il branco. Mi piace quella magia per cui, tante persone si cercano, si oerganizzano assieme per fare qualcosa, pretendono qualcosa l'una dall'altra.
Se mi fanno le scenate di gelosia, sorrido dalla gioia. Siamo importanti l'uno per l'altro. E ho tanti, tanti amici. Adesso ho un bel gattino nero. Ci osserviamo a distanza, diffidenti. Siamo di razza diversa. Ma credo una simpatia in fondo ci sia, tra noi due.
Attenti ai pastori tedeschi. La loro sensibilità li porta a percepire tanto, ad entrare n empatia con gli altri. Vi perdoneranno perchè troveranno mille giustificazioni alle vostre reazioni. E saranno sempre disposti a proteggervi ancora. Ma se un pastore tedesco decide di usare tutto quello che percepisce per difendersi sono guai seri.
In fondo, il pastore tedesco ha una forza non indifferente.
Siate gentili, con lui.
Per amore delle vostre zampette e del vostro amor proprio.
PS: Uno è Axel (il pastoro).L'altro è Fox.
1 commento:
Il gatto, sinuosa presenza che rovista nelle nostre vite facendo le fusa per promuovere la propria sopravvivenza e facendosi le unghie dove meno vorresti..egoista e indipendente ci sorprende nella notte con i suoi occhioni luminosi che possono procurati un infarto se hai da poco visto l'esorcista(esperienza diretta)!un bell'animale non v'è dubbio sebbene abbia i sovracitati connotati caratteriali...io ne ho avuto uno...si chiamava max...un persiano grigio scuro....sembrava una nuvola grigia di pelo ovvero una nube temporalesca o meglio la nuvola di fantozzi..amava fare due cose più di ogni altra:!1)divorare i plumcake del mulino bianco(le altre marche non gli piacevano) e fare l'equilibrista sul corrimano del balcone....ricordo la sua sagoma zampettare felice mentre io terrorizzato temevo si spalmasse dal 4 piano sull'asfalto del cortile!un giorno ci lasciò dopo 12 anni di concerti miagolanti e unghiate artistiche per l'intera casa....un vero artista della popart...veri graffiti e nel vero senso della parola!!!Sui cani non spenderò alcuna testimonianza non avendone mai avuta esperienza......saluto comunque Axel la tua cara gloria a ssieme al mio beneamato Max...chissà magari adesso giocano assime nei giardini zoologici dell'eden!!!!!ciao
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