
Milano, Amburgo, Venezia, Catania, Caltanissetta?
Una legge, ha reso il cambio di graduatoria permanente in definitivo.Due settimane di tempo per decidere.
Prima sognavo la carriera, e Milano era il punto di partenza.
Adesso cerco altro, e forse, al Nord, ci morirei.
Un mio insegnante mi ha detto che un attaccabrighe come me, lì, morirebbe lentamente.
"Sei troppo umano e litigioso per le grandi città del Nord".
E' vero, me rendo conto.
Sono sempre più innamorato del fango in cui sguazziamo con le nostre passioni, e sempre più restio ad asservire al grande giro della produzione commerciale, ammesso che mi ci inserisca, arrivato lì. Innamorato della normalità.
In questo senso, la Sicilia mi fa stare bene.
Trovo fantastico il fatto che in un tram di Catania, se una signora litiga col conducente, tu non puoi restare escluso, anche volendo. Ti si rivolgono e chiedono un tuo parere, anche non conoscendoti. E dopo tre secondi sei nella mischia e litighi anche tu.
Mi basta il contatto con i "normali", e mando al diavolo i premi ricevuti e la schizofrenia derivante dal successo.
L'ho assaggiata, è micidiale. Dopo il premio praghese e le interviste col giapponesino rilasciate alle radio ceche e tedesche, tornato qui, ho pianto per due giorni di fila.
Mi ero perso.
Un mio amico che disegnava per Kenzo e Marras, un giorno mi ha telefonato e mi ha detto:
"Lascio questo lavoro, non mi piace creare per le signore bene, voglio essere libero".
Adesso è a Berlino, in giri undorground.
Mi sembra felice.
Io sono più calcolatore, rispetto a lui, ma l'ho compreso.
Non ho mai composto e creato niente, se non dietro un preciso ordine della mia anima.
Quando ho dovuto fare qualcosa per sistemazione o per acquisire punteggio, non ho mai tirato fuori niente di buono. Obbedisco soltanto alle mie leggi.
La musica è l'unico spazio tutto mio, e non permetto a nessuno di toccarlo, a costo di fare la fame.
Sono confuso.
E anche tanto...
Non ho mai composto e creato niente, se non dietro un preciso ordine della mia anima.
Quando ho dovuto fare qualcosa per sistemazione o per acquisire punteggio, non ho mai tirato fuori niente di buono. Obbedisco soltanto alle mie leggi.
La musica è l'unico spazio tutto mio, e non permetto a nessuno di toccarlo, a costo di fare la fame.
Sono confuso.
E anche tanto...
1 commento:
dici che sei confuso.... ma con le ultime parole che hai detto a proposito di musica carriera e fame (non inteso nel senso di "fame" - leggi feim- noto vecchio telefilm) sembra invece che sai quello che non vuoi.
Con punti di partenza ed approcci molto diversi, penso che abbiamo un rapporto forse confrontabile col nostro lavoro ... io, però, ogni tanto cedo, qualche marketta la faccio...
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