
Xerxe…
…credo molto poco nel perdono cristiano oppure nelle riflessioni dei buddisti. Sorrido di fronte a chi afferma che l’indifferenza è la migliore arma. È vero, se uno non reagisce tu bruci. Ma spesso quello non reagisce perché non conosce l’attacco. E fa di necessità virtù.
…credo molto poco nel perdono cristiano oppure nelle riflessioni dei buddisti. Sorrido di fronte a chi afferma che l’indifferenza è la migliore arma. È vero, se uno non reagisce tu bruci. Ma spesso quello non reagisce perché non conosce l’attacco. E fa di necessità virtù.
Credo nelle cose dirette, nella violenza delle velocità delle azioni, nel concetto di energia che deve circolare. E ci credo in una maniera tutta mia, primitiva e primordiale.
Le forbici, ad esempio. A volte, non riusciamo a trovarle perché la loro assenza è funzionale a qualcosa che ci siamo costruiti con grande perizia ed amore: la nostra gabbia.
Poi, potrebbe sorgere una domanda: “qual è la differenza tra me e te? Per quale motivo io devo permetterti di danneggiarmi, gratuitamente? Non siamo ambedue figli di una madre, dotati di un paio di gambe? Non siamo nati ambedue da qualcuno che desiderava per noi dolcezze e carezze, e ci avrebbe difesi a denti stretti da chi ci voleva danneggiare? Perché io devo morire lentamente per te”?
Beh, le forbici non le troviamo perché siamo troppo razionali per farci del male in maniera deliberata.Qualcuno è stato cercato a tale scopo, e ce lo difendiamo a denti stretti. Guai se ci toccano il torturatore. Terrificante circolo vizioso, che azzeriamo dicendoci che ce lo siamo meritato. E ci creiamo la giustificazione per la prossima tortura a nostro danno.
L’antidoto: niente riflessioni.
Niente perdono cristiano, niente meditazioni, niente di niente. Quando io dimentico di attuare il mio comportamento primario, posso arrivare a livelli di “kamikazismo “ allarmanti. Col tempo, sto isolando comunque i casi in cui assumo il mio comportamento artefatto ed appreso. Quel comportamento che mi fa male, che si può chiamare dipendenza, “Innamoramento”(autentici e sani non ne ho mai avuti), o tristezza.
Parlo da persona costruita da uno psicanalista? Non credo (e comunque, siamo tutti, costruiti, in qualche modo….).
Se qualcuno ti dà uno schiaffo, scatta dentro di te una reazione naturale. Devi ri-trasferire quel male su quella persona. Senza colpevolizzazioni. È naturale. I bambini fanno così. Sono velocissimi, a noi appaiono quasi stupidi. Si osservano per minuti interi senza provare il minimo imbarazzo. Se debbono difendersi, aggrediscono con molta naturalezza e ferocia. Detesto i bambini zuccherosi costruiti come li vogliono gli adulti. Così, lascio largo spazio, nella mia “riconquista”, a tutto quello che di originale c’è in me, al mio lato infantile. Certo, pagandone caro il prezzo. Ma non ho rimpianti, in questo senso.
L’originalità. È l’istinto, puro. Se qualcuno mi fa del male e non reagisco, dopo qualche giorno lo riverso su me stesso. Crolli di stima, o peggio ancora, ricerca di qualcuno, qualcosa, che possa danneggiarmi. Ma sta cosa sta finendo, ormai.
Posso affermare che, se ricevo uno schiaffo, sto fermo per un giorno. Il giorno dopo parte la vendetta, senza mezze misure. È un imperativo al quale non potrei sottrarmi, ormai, avendo assaggiato il disagio della remissività indotta. Diciamo che sono un selvaggio e mi va benissimo.
Niente forbici né ragionamenti. Aggressione, quando ci vuole, anche se riguarda qualcosa che risale a dieci anni fa. Anche se ti fa girare la testa e ti acceca, e preferiresti metterla a tacere e farla assopire.
A questo punto, ristabilito l’equilibrio delle azioni e reazioni, non si sente più l’esigenza di mantenere qualcosa che ci danneggia, perché non abbiamo più la spinta per danneggiare qualcuno, in questo caso, noi stessi. Non abbiamo l’odio dentro. Lo abbiamo materializzato ed eliminato. Ma non illudiamoci di placarlo “non pensandoci più”, oppure dicendoci che noi siamo superiori… ma che cosa ridicola…
Una volta suonavo in un locale. C’era la mia ex, che non aveva digerito il fatto che l’avessi lasciata. Era seduta con la mia comitiva,in un tavolo, e potevo percepire la loro cattiveria, quando si voltavano a guardarmi suonare o quando osservavano la ragazza che cantava con me. Chiamavano i camerieri per dir loro di farci abbassare la musica. Stavo male, a vedere questo.
Avevo comprato un bel vestito nero, sagomato, con una cravatta chiara. Ero grazioso, con quel vestito.
Un mio amico, quando passo vicino al loro tavolo dice a voce alta:”Una cravatta meno ridicola potevi metterla”. Gli ho chiesto di non rendersi simpatico agli occhi degli altri facendo certe battute, perché era fastidioso, per me.
E sottolineaia che se ero ridicolo, non doveva farmelo notare, visto che stavo a suonare su un palchetto, di fronte a tutti.
Ci ripasso, e lui fa una seconda battuta. Aveva sempre voluto la mia ex, e adesso si rifaceva. Io con lui ero sempre stato buono. Lui timido, imbranato. Ero l’unico che in fondo lo aveva sempre rispettato. Faccio queste considerazioni e lo ignoro, ma bollo dentro, quando gli acidi del tavolo fanno una risatina. Al terzo suo commento gli dico di fare due passi, sorridente. Era tardi ed ormai avevo finito di suonare.
Sentivo un dolore acutissimo al cranio. Arrivati fuori dalla vista degli invitati, lo pesto. Non sono stati pugni, ma ceffoni a quattro mani. Non ha reagito, ero una furia. In quel periodo, devo dire che ero tormentato perché avevo lasciato M. per seguire qualcosa di molto meno sicuro e bello.Ma quella sera mi sentii leggero leggero…e rimasi leggero per diverse settimane.
Dobbiamo pestare il mondo per stare bene? Ma noooooo, sarebbe da psicopatici. Ma dietro i nostri dolori, spesso ci stanno cattiverie subite e non ritornate.Vanno restituite, a piccole o grandi dosi. Dipende dalla nostra capacità di controllo, chiaramente. Ma vogliamoci un po’ di bene, ed alziamo le mani, di tanto in tanto.
Ci accoppiamo come gli animali. Mangiamo come loro. Dormiamo come loro. Quindi, che male c’è se ci azzanniamo per difendere il nostro territorio?
Non perdere troppo tempo con le forbici, Xerxe. Scovato e risolto l’inghippo, le piante infestanti non le noterai proprio, e la potatura non sarà un’esigenza.
En-Joy!!!!
4 commenti:
m@xxi ho letto più volte questo post... io posso rivolgere la rabbia verso me stesso e pestarmi da solo non posso accusare nessuno se sono io a cercare e creare situazioni che poi si rivelano dolorose. Ho poco rispetto per me e per chi mi sta accanto e mi vuole bene, mi ostino a combattere contro quello che R.Barthes nei suoi Frammenti di un discorso amoroso chiama: "fading". Un processo del tutto naturale quando tra due persone finisce qualcosa ( ammesso che sia mai esistito qualcosa). Non posso rivolgermi contro chi mi causa sofferenza e disagio da tanto tempo, non ne ha colpa in fondo. Posso solo cercare di avere una forma di contatto che escluda la sofferenza,o, altrimenti... "recidere"! Al momento (interessante capire la mia nozione di momento a quale durata temporale è riferibile) non sono capace ne dell'una ne dell'altra cosa.
Il prendersela con se stessi è un comportamento appreso, un'abitudine instauratasi, che bisogna interrompere.
Ma, non facendola svanire nel nulla, ma concretizzandola nell'autodifesa. Prima iniziamo a difenderci dagli altri, poi impariamo a difenderci da noi stessi.
L'autoattacco ha molte forme.
Il cercare di farci del male, è una risposta ad una difesa verso l'esterno che non concretizziamo.
Un ripiego.
Provaci. è dolorosissimo, andare contro noi stessi e le nostre abitudini, ma poi arriva la pace. E una forza da utilizzare nelle occasioni future. Penso tu abbia tutti i requisiti per accarezzarti, anczichè concederti tormenti. Provaci.T girerà la testa per un pò...
Fuori i denti...
Maxx i tuoi post sono spesso illuminanti, acuti e taglienti come rasoi...tanto per restare in tema.
Sono d'accordo con te con la tua idea di fondo. Siamo spesso bravissimi a trovarci il nostro carnefice, la persone che è funzionale al nostro infliggerci dolore, e con magna perversione ammantiamo tutto questo di 'amore'. Ho riassunto bene in qualche modo la tua idea?
Le forbici che consegnavo a Xerxe erano per lui stesso...è luche deve recidere legami con se stesso...il resto avverrà di conseguenza...
Tao, non credo tu sia un pugliese DOC. Dimostri troppa intelligenza, quindi presumo tu abbia del sangue siciiano.
Hai afferrato perfettamente quello che pensavo, scrivendo quel post.Se qualche volta ti aggredisco, è poer eccesso di simpatia. Eros ed aggressività sono i due sentimenti primordiali, ricordi?
Abbraccio forte ;)
XIau
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